Home Articoli HP In via Po apre un minimarket etnico: prende il posto di Augusta

In via Po apre un minimarket etnico: prende il posto di Augusta

In via Po apre un minimarket etnico: prende il posto di Augusta
In via Po apre un minimarket etnico: prende il posto di Augusta
Tempo di lettura: 2 minuti

In via Po apre un minimarket etnico: va ad occupare gli spazi di Augusta, il negozio a tema musicale

 

Apre un minimarket etnico in via Po. Al numero civico 3 della via, nelle immediate vicinanze del Teatro Regio di Torino, sorge un nuovo punto vendita di alcolici e prodotti stra liberi.
Dopo aver ospitato dischi e vinili, poi l’abbigliamento di tendenza a marchio Frav e, ultima in ordine di tempo, la canapa, i locali accoglieranno un nuovo “bangla”, le ormai note rivendite asiatiche di bibite a basso costo.
La storica bottega in cui nacque il Regio stabilimento musicale Giovanni Chiappino, poi divenuta sede della SEMT, una delle ultime grandi case editrici musicali attive nel dopoguerra, presenta ancora l’insegna in legno di noce “Augusta Musica…dal 1852”.
In via Po apre un minimarket etnico: prende il posto di Augusta
In via Po apre un minimarket etnico: prende il posto di Augusta
Uno dei negozi più antichi e prestigiosi della città, a due passi dal Teatro Regio e da piazza Castello, farà spazio a frigoriferi carichi di birre e superalcolici stipati e in nella vista sugli scaffali.
Non è di certo il primo “bangla” che spunta in centro città.
Infatti, come hanno spiegato anche i vecchi affittuari ed altri commercianti, queste rivendite sono le uniche a potersi permettere gli affitti in via Po.

Le varie peripezie precedenti all’apertura del minimarket in via Po

Alla fine del 2018, la bottega ospitò lo store con prodotti a base di canapa. Nel maggio del 2019, però, la Corte di Cassazione aveva stabilito che la vendita di cannabis anche nella forma “light”, se “in concreto” ha un effetto drogante, resta comunque un reato.
Così, l’affittuario del locale fu costretto a chiudere per lasciare spazio ad una nuova attività.
Tuttavia, i residenti non sono entusiasti per l’arrivo di questa nuova attività all’interno di questo locale di pregio e di grande importanza per la storia della città.
Una titubanza dovuta al decoro e alla possibilità di creare un nuovo punto di baccano. Soprattutto perché si tratta di un locale nel cuore della città, che accoglie un’attività che vedrà accorrere numerosi giovani in cerca di alcolici e superalcolici a prezzi contenuti.
(Foto tratta da Museo Torino)
Correlato:  Torino, il Palazzo del Lavoro sarà adibito a museo e centro commerciale